NO SUCH THING (SubITA)

Titolo originale: No Such Thing
Paese di produzione: Stati Uniti, Islanda
Anno: 2001
Durata: 102 min
Genere: Commedia, Drammatico, Fantasy
Regia: Hal Hartley

Sinossi: Beatrice, giovane assistente di una televisione newyorkese ossessionata dallo spettacolo e dal sensazionalismo, parte per l’Islanda alla ricerca del fidanzato Jim, scomparso insieme alla troupe che stava indagando sull’esistenza di una misteriosa creatura. Dopo essere sopravvissuta a un disastro aereo, Beatrice raggiunge il luogo in cui vive il Mostro: un essere antico, immortale e disgustato dall’evoluzione dell’umanità, che desidera soltanto una cosa impossibile: morire.

Il mostro non esiste. Ed è proprio per questo che lo devono uccidere.

C’è un’isola in Islanda dove il vento parla più chiaro degli uomini. Lì vive una creatura che ha visto i nostri antenati strisciare fuori dal mare. Immortale. Ubriaco. Cazzo di fuoco dalla bocca. Robert John Burke sotto un make-up che sembra uscito da un grimorio medioevale, non da un laboratorio di effetti speciali. “Non sono più il mostro che ero”, dice. E ha ragione. Non lo è più perché il vero mostro adesso siamo noi: la rete di antenne, di telecamere, di burocrati e di produttrici con il rossetto rosso sangue (Helen Mirren, divina e diabolica) che hanno bisogno di qualcosa di orribile da vendere mentre Manhattan viene venduta a una major hollywoodiana come se fosse un pezzo di merda calda.

Beatrice (Sarah Polley) è l’unica cosa ancora pura in questo casino. Fidanzato fatto a pezzi dal mostro, aereo che si schianta, colonna vertebrale spaccata, operazione miracolosa che le ridà le gambe come se qualcuno lassù avesse ancora interesse a tenerla in vita. Lei non cerca vendetta. Cerca. E quando arriva al mostro non gli spara per ucciderlo: gli spara per capire. Due proiettili. Lui li assorbe come fossero insulti. Poi si guardano. E lì, in quel silenzio islandese pieno di vento e di rabbia antica, nasce qualcosa di più sporco e più sacro di qualsiasi amore hollywoodiano.

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Non è la Bella che addomestica la Bestia. È la Bestia che riconosce, nella ragazza, l’unica creatura ancora capace di non avere paura del vuoto. Lui la vuole morta di noia e di eternità. Lei gli promette di portarlo dal dottor Artaud, lo scienziato pazzo che ha costruito la macchina capace di cancellarlo. In cambio lui giura di non ammazzare più nessuno. Un patto. Un contratto occulto. Un’alleanza contro il rumore.

Quando tornano a New York il Sistema si eccita. Il governo lo vuole per studiare l’immortalità (leggasi: armi). La televisione lo vuole per i rating. La scienza lo vuole per dimostrare che non esiste. Perché se il mostro esiste, allora esiste ancora qualcosa di non-controllabile, di non-riducibile a spettacolo. E questo, nel 2001 come oggi, è il vero peccato mortale.

Hartley (con Francis Ford Coppola come produttore esecutivo, ironia della sorte) non fa un film horror. Fa un esorcismo fallito. Mostra che abbiamo ucciso il sacro per vendere il sensazionale. Che l’immortalità è una maledizione solo perché siamo troppo deboli per sopportare la verità: che tutto passa, tranne noi, e che questa eternità senza senso ci rende più mostri di qualsiasi creatura di fuoco. Il mostro beve, bestemmia, urla contro le antenne che gli martellano il cervello come un tumore. Noi, invece, paghiamo lo streaming e ci diciamo evoluti.

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C’è un bacio alla fine. Non ve lo spoilerò, ma è uno di quei baci che non sono solo labbra. È un trasferimento di energia. È il momento in cui l’innocenza e l’eternità si sfondano a vicenda, e qualcosa di antico e di sporco e di bellissimo scorre tra i due corpi. Un orgasmo cosmico. Una morte eretica. Una liberazione.

Il film è pieno di difetti, lo so. A tratti è lento, a tratti teatrale, a tratti troppo didascalico. I critici lo hanno massacrato (33% su Rotten Tomatoes, Ebert gli ha dato una stella). Ma proprio per questo è prezioso. È uno di quei film che il Sistema non riesce a digerire. Un mostro cinematografico che rifiuta di diventare merce.

Guardatelo di notte, da soli, con il volume basso. E chiedetevi, mentre il dottor Artaud parla: Come sarà il mondo senza mostri? Forse più pulito. Forse più vuoto. Forse, finalmente, senza più alibi.

Il mostro non esiste.

By Anam

I'm A Fucking Dreamer man !

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