THOMAS IN LOVE (SubENG)

Titolo originale: Thomas est amoureux
Paese di produzione: Belgio, Francia
Anno: 2000
Durata: 97 minuti
Genere: Commedia, Drammatico, Fantascienza, Sentimentale, Visionario
Regia: Pierre-Paul Renders

Sinossi:
Thomas è un giovane agorafobico che vive completamente isolato nel suo appartamento sterile, evitando ogni contatto fisico con il mondo esterno. La sua vita è mediata esclusivamente da interfacce digitali: acquisti online, consultazioni mediche virtuali, assistenza psicologica a distanza e servizi erotici telematici. Quando inizia una terapia per affrontare la sua condizione, entra in contatto con Eva, una donna che mette in crisi il suo fragile equilibrio emotivo e lo costringe a confrontarsi con il desiderio, la paura del contatto umano e la possibilità di uscire dal suo guscio tecnologico.

Recensione:
Thomas est amoureux è uno dei film più profetici e inquietanti prodotti a cavallo del nuovo millennio. Pierre-Paul Renders immagina un futuro che oggi appare sorprendentemente familiare: un’esistenza filtrata dagli schermi, in cui la tecnologia non è solo strumento ma habitat.

La scelta formale è radicale e perfettamente coerente con il tema: vediamo il mondo esclusivamente attraverso gli occhi e gli schermi di Thomas. L’interfaccia diventa linguaggio cinematografico. Finestre digitali, videocall, simulazioni e grafica virtuale non sono effetti stilistici, ma la realtà percepita dal protagonista. Il film non rappresenta la mediazione tecnologica: la fa diventare esperienza diretta per lo spettatore.

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Thomas non è semplicemente un malato: è un archetipo contemporaneo. La sua agorafobia è amplificata da una società che offre infinite alternative al contatto umano. La tecnologia gli permette di vivere senza uscire, senza toccare, senza esporsi. Ma questa apparente protezione produce un paradosso: più il mondo diventa accessibile, più lui si ritrae.

L’incontro con Eva introduce un elemento destabilizzante. Non è solo un interesse romantico: è una forza centrifuga che mette in crisi la sicurezza sterile dell’isolamento. Il desiderio, nel film, è mostrato come un rischio biologico ed emotivo. Il contatto umano non è romantico, ma pericoloso, imprevedibile, destabilizzante.

Renders evita ogni sentimentalismo e costruisce un racconto freddo, clinico, quasi sperimentale. Eppure, proprio questa distanza emotiva rende più dolorosa la solitudine del protagonista. La voce elettronica dei servizi virtuali, le immagini filtrate, i ritardi digitali nelle conversazioni: tutto contribuisce a creare un universo privo di calore umano.

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Rivisto oggi, il film assume una dimensione quasi inquietante. Anticipa la telemedicina, le relazioni virtuali, il lavoro da remoto, la pornografia interattiva, le identità digitali e l’erosione del contatto fisico. Ma non è un’opera tecnofobica: non condanna la tecnologia, piuttosto mostra la facilità con cui essa può diventare un rifugio perfetto per chi teme il mondo.

Il cuore del film non è l’agorafobia, ma la paura della vulnerabilità. Uscire significa rischiare. Amare significa esporsi. Toccare significa perdere il controllo.

Thomas est amoureux è un’opera solitaria, malinconica e sorprendentemente visionaria che trasforma l’interfaccia digitale in una gabbia invisibile e ci interroga su una domanda sempre più urgente: se possiamo vivere senza toccare nessuno, siamo ancora vivi?

By Anam

I'm A Fucking Dreamer man !

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