SUN DON’T SHINE (SubITA)

Titolo originale: Sun Don’t Shine
Paese di produzione: USA
Anno: 2012
Durata: 90 min.
Genere: Drammatico, Noir
Regia: Amy Seimetz

Crystal (Kate Lyn Sheil) e il fidanzato Leo (Kentucker Audley) affrontano un teso e misterioso viaggio in auto attraverso il desolato ma affascinante paesaggio della Florida centrale. Man mano che si avvicinano verso la costa del Golfo, gli inquietanti dettagli e lo scopo del loro viaggio cominciano a emergere, rivelando l’oscuro segreto di Crystal e il preoccupante futuro della coppia.

Leo e Crystal sono in viaggio in macchina. Lei è sessualmente disposta nei suoi confronti, ma pare che lui non lo sia affatto, almeno inizialmente. Viaggiano verso l’ex-fidanzata di Leo, si viene sapere, e già dalle prime battute nessuno dei due sembra psichicamente stabile… È tutto sommato un buon thriller, Sun don’t shine (USA, 2012, 82′), di come se ne vedono pochi, sarà perché l’on-the-road si vede inevitabilmente sfondare nello psico-dramma più ansiogeno e destabilizzante o sarà perché questo psico-dramma è immanente alla forma stessa con cui si (stra)volge la pellicola; Amy Seimetz, infatti, fa sprofondare subito il lungometraggio nello psicopatologico, ma laddove, inizialmente, si ha come la sensazione che il viaggio in macchina, quindi il tema on-the-road della pellicola, abbia come presupposto l’intenzione di fuggire dall’incubo, via via che il minutaggio procede ci si fa addosso la sensazione che le cose non stiano affatto così e che i due viaggino in direzione dell’esasperazione. Ed è un viaggio trascinante, quello compiuto da Crystal e Leo, il che manifesta le indubbie qualità della Seimetz da una parte nel giocare con i colpi di scena, dall’altra nel non miniaturizzare nella caricatura i suoi personaggi ma dotandoli sempre di una tridimensionalità che raramente nel cinema statunitense si è percepita.

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Così, via via che il minutaggio procede, inquietanti informazioni su Crystal e Leo vengono a galla, come per esempio il fatto che lei sia una madre single e che ciononostante abbia accompagnato Leo nel suo viaggio verso l’ex-fidanzata, o anche il fatto che nel vano portaoggetti sia lì pronta una pistola carica; le nevrosi di ognuno, intanto, prendono il sopravvento, e le crisi si susseguono, determinando rapporti di forza sempre più forsennati, sempre più indefinibili e imprevedibili, e la cosa entusiasmante di Sun don’t shine è proprio questo, che nel momento in cui un soggetto prende il sopravvento il caos si dischiude, poiché la soggettualità è destituita in anticipo e ciò cui danno adito le azioni di Crystal e di Leo non sono altro che un infinito magma che coinvolge e stravolge tutto quanto gli capiti d’appresso. Crystal e Leo diventano così un’unica e terribile forza, e il fatto che si incontrino, si scontrino e si allontanino per poi rincontrarsi, riscontrarsi e riallontanarsi segna proprio il sorgere di queste micro-apocalissi che per definizione non possono che essere passeggere, poiché devono ripresentarsi, far di nuovo sentire la propria esuberanza distruttrice. Insomma, Sun don’t shine non è di certo il genere di pellicola cui questo blog è abituato, ma è indubbio che sia un film particolare, fresco e capace di suggestionare con mezzi economici e una trama rarefatta, la quale, se possibile, amplifica ancor di più il fragore del caos che il film in sé fa emergere.

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emergeredelpossibile.blogspot.com

By Anam

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