L’ENTRAGE COULEUR DES LARMES DE TON CORPS (SubITA)

Titolo originale: L’étrange couleur des larmes de ton corps
Paese di produzione: Danimarca, Finlandia, Francia, Lussemburgo
Anno: 2013
Durata: 102 min.
Genere: Drammatico, Fantastico, Visionario
Regia: Hélène Cattet, Bruno Forzani

Un marito indaga, con l’ di un investigatore, sulla scomparsa della moglie e sulle sue motivazioni. Con il progredire delle ricerche, il palazzo dove abita diventa un luogo oscuro e minaccioso…

Mentre vedevo L’étrange couleur des larmes de ton corps, a Locarno, andavo costruendo nella mia l’inizio di quella che mi pareva una bellissima recensione. Anzi, con un’ipallage: l’inizio bellissimo di una recensione. Poi, come spesso accade in quei frangenti, nel buio della sala basta un niente per perdere il capo del filo che si andava mentalmente dipanando. E l’ispirazione svanisce. Si resta smarriti nel labirinto. A compenso di quell’idea che è evaporata, mi verrebbe voglia di esordire con delle affermazioni enormi, macigni, sfere di piombo: che L’étrange couleur sia la somma finale del Cinema.

Di un certo tipo di Cinema. La e il contemperamento di ogni e di ogni futuro possibili, del Cinema. Esasperazioni. Iperboli. D’altra parte, il film di Forzani e della Cattet non è opera tale da indurre a moderarsi. E se circolano imbecilli in grado di versare prose auliche e liriche su idiozie efebiche e asessuate di quart’ordine che impegnano quanto la pratica di un bidet, non si vede perché non si debba avere licenza di esagerazione su un essere, di carne e di sangue, come L’étrange couleur des larmes de ton corps, che non solo ci appaga dello sforzo che facciamo per essere all’altezza di vederlo prima e di scriverne poi, ma che ho il si nutra, anche, delle smisurate emozioni che può generare per diventare ancora più bello, più ricco, più forte, più grande. Un rapporto osmotico, interattivo e fagocitante, con ciò cui mi viene da pensare più come a un organismo, a un individuo vivente – un essere, appunto – che come a inerte materia filmica.

Guarda anche  THE CEMENT GARDEN (SubITA)

Erano semi già presenti e germoglianti in Amer, che ora fruttificano come i fagioli fatati della fiaba. Solo che Amer era un film esterno o meglio estroflesso, dimostrativo ed esemplificativo. In senso non accessorio, era anche un film solare, panico: sole, e vento. Questo nuovo capolavoro, invece, si ripiega all’interno, onora Ecate, il buio e un ctonio, che sarebbe quello del thriller – se così è consentito banalizzare – entrandogli nelle midolla: sia al sia ai personaggi. E tutt’altro che in maniera traslata. Non si può raccontare di cosa parla L’étrange couleur des larmes de ton corps; non che non si voglia, è che proprio non è possibile raccontarlo. Tranne che comincia con un marito che torna da un viaggio scoprendo che sua moglie è scomparsa. E che poi interviene un investigatore per indagare sulla sparizione.

Guarda anche  KILLING GOD (SubITA)

Il film è il palazzo dove tutto si svolge, dove tutto si svolgerà e dove tutto si è già svolto. E se fosse un’opera letteraria sarebbe, necessariamente e coerentemente, ermetismo spintissimo a guisa di L’Entrée ouverte au palais fermé du Roi di Ireneo Filalete. Per arrivare dove voglio, comunque, vi informo che a un certo punto c’è un che minaccia una in una stanza: il duo belga traghetta a questo segmento di storia facendo cambiare passo e stile alla propria narrazione. Le immagini mutano. Mutano aspetto, velocità, movimento. L’organismo-film assume un altro respiro e costringe chi guarda ad adeguarsi al nuovo ritmo. Il tema scelto, la sfida, è rielaborare e trasmettere modificato il concetto dell’ubiquità e dell’onnipotenza dei killer dei gialli all’italiana. Cosa escogitano a quel punto, Forzani&Cattet? Dislocano l’assassino in un impossibile che più impossibile non si può e da lì gli fanno colpire la vittima. Un omicidio intrinseco. Mai visto niente del genere. La sciarada non va spiegata, lo vedrete. Neanche se Argento – e non l’Argento di adesso, quello di sempre – vivesse tredici vite, riuscirebbe a fare o immaginare qualcosa del genere. E qui mi taccio. Colto da afasia…

Recensione: nocturno.it

By Anam

I'm A Fucking Dreamer man !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Related Posts