INFERNINHO (SubITA)

Titolo originale: Inferninho
Paese di produzione: Brazil
Anno: 2018
Durata: 90 min.
Genere: Drammatico
Regia: Pedro Diógenes, Guto Parente

Inferninho è uno spazio quasi immaginario, un bar in un quartiere sconosciuto di una città sconosciuta. Forse la porta accanto. Per un di disadattati, che non riescono a sopravvivere nel mondo duro, il bar Inferninho è la casa.
Questo spazio bar è una che non riusciamo mai a vedere. È una presenza sempre presente, nell’ombra, uno spazio e intimo che fissiamo come voyeur, ma che in realtà si crea solo nella nostra mente.
In realtà, il bar Inferninho non è tanto un piccolo inferno, quanto piuttosto un piccolo dove questo affascinante di individui può essere se stesso. Si suppone che lavorino per una paga bassa o nulla, ma non è per questo che sono lì, appartengono, sono come una famiglia: che si tratti di un coniglio di dimensioni umane (interpretato da Rafael Martins), di un uomo d’argento, di un marinaio (Demick Lopes) in cerca di una casa o del proprietario trans del bar che sogna di andarsene. Siamo trasportati in questo mondo e non possiamo non commuoverci.
Come in alcuni film di Cassavettes, la macchina da presa si concentra sui volti, sulle anime che abitano questo spazio. Non abbiamo mai un’immagine chiara o un’inquadratura lunga. Ci sono alcuni tavoli, sedie e oggetti, un’armonica suonata da un muto, una cantante, Luizianne (interpretata da Samya de Lavor) che si aggrappa a ogni nota ipnotica come se non potesse mai lasciarla andare, circondata da un fondale scintillante, ma tutto fa parte della sua esistenza. Dopo aver subito un attacco con colpi alla testa, canta in modo sempre più stonato e noi, sempre più incantati, la seguiamo.
Un entra in questo spazio e per un po’ di tempo altera l’equilibrio – poi l’intero luogo viene minacciato di demolizione, di essere acquistato con un di acquisto obbligatorio, così viene detto, per far posto a un nuovo sviluppo senza volto e vasto, sul quale non hanno alcun potere di resistenza. All’inizio sono tutti sconvolti e intimoriti, è come un pugnale nel cuore, ma decidono di trovare un modo per sopravvivere.
Deusimar (una splendida interpretazione di Yuri Yamamoto) è la proprietaria trans di questo bar e la sua storia d’amore è parte del cardine attorno al quale ruota questo eterogeneo, ognuno per una ragione propria. Il film riunisce coloro che non hanno altro posto dove andare e ognuno, a suo modo, contribuisce con la propria umanità a trovare una via d’uscita. Deusimar è il personaggio centrale attorno al quale si muove tutto, all’inizio dura e persino spietata nella sua attività, ma il suo amore per il Jarbas cambia le dinamiche e mette a nudo le sue vulnerabilità, mettendo a rischio la di tutti.
(https://www.latinolife.co.uk/)

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