

Il gigantesco mosaico delle idee dei Bateson riflette un’armonia ed una completezza custodite non dai limiti imposti da una cornice, ma dai legami e dalle connessioni che ogni tassello possiede con tutti gli altri. Allo stesso modo in cui un deserto può essere poeticamente definito (come ha fatto Fabrizio de André) “una prigione senza confini”. Il sistema di idee formulato da Bateson trova i suoi “contorni” al suo interno piuttosto che alle sue estremità inevitabilmente sfumate.
L’intima organizzazione delle idee e dei concetti rende l’opera di Bateson, considerata nel suo insieme, assimilabile ad un sistema chiuso, autonomo ed autoreferenziale; autoreferenzialità che rende qualsiasi critica o mancanza attribuitagli esclusivamente relativa alle esigenze, gusti e propensioni di chi la propone. E’ seguendo questa modalità di approccio che si è tentata una scelta delle tematiche ed argomentazioni da esporre. Inoltre l’assimilazione che sta alla base di quest’approccio è discussa e proposta nel capitolo conclusivo, nel contesto di una giustapposizione tra il sistema di idee di Humberto Maturana e quello di Gregory Bateson.
Personalmente sostengo l’inutilità delle operazioni di critica e la fertilità di quelle di confronto, come atteggiamento emergente dalla comprensione dell’importanza del concetto di “relazione” (che lega i componenti di un qualsiasi sistema di idee), di “organizzazione” (che specifica l’identità delle relazioni tra le componenti di un sistema), di “autoreferenzialità (la coscienza del legame tra le tacite propensioni della propria natura e la selezione, l’organizzazione ed il carattere di ciò che conosciamo). Emerge da un simile approccio una sbalorditiva attitudine all’umiltà ed alla curiosità verso la molteplicità delle forme di vita che ci circondano ed il particolare universo che si costituiscono attorno.
