HUMAN HIGHWAY (SubITA)

Titolo originale: Human Highway
Paese di produzione: USA
Anno: 1982
Durata: 88 min.
Genere: Commedia, Drammatico, Fantascienza, Visionario
Regia: Dean Stockwell,

Ci sono voluti 32 anni, prima che Human Highway approdasse al cinema.
Ideato addirittura nei tardi anni Settanta e realizzato nel 1982, il film di è stato proiettato sul grande schermo soltanto lo scorso settembre, al Toronto Film Festival, mentre qualche settimana fa ha fatto la sua apparizione a New York, nel corso di una retrospettiva dedicata dall’IFC Center ai film relativi al chitarrista e cantautore canadese (oggetto di diversi lungometraggi, se non loro regista).

La pellicola è stata rieditata negli anni più volte, sin dai primi anni Ottanta, quando furono constatate reazioni contrastanti del pubblico a cui fu mostrato per una prima valutazione. Fu poi commercializzata in videocassetta negli anni Novanta.
In seguito, si è rimesso al lavoro sul film per recuperare la versione originale e rieditarlo in digitale.

Human Highway è una commedia apocalittica e, soprattutto, anarchica nei confronti delle comuni regole del commerciale. Quest’ultima è la ragione fondamentale della sua latitanza dai cinema per oltre trent’anni, per cui nessuno studio cinematografico ne ha mai acquisito i diritti. Secondo il New York Times, il film è una versione psichedelica de Il mago di Oz: assurdo, lento e senza un vero e proprio copione. Gli attori ricordano che gli sviluppi del film si decidevano ogni mattina, prima dell’inizio delle riprese.

Nel film compaiono, oltre che nelle vesti di un meccanico demente, anche Sally Kirkland, Dennis Hopper, Dean Stockwell e la band americana Devo, a cui si deve anche la colonna sonora del film.

Human Highway, dalle riprese (1978) alla director’s cut (2014)

La prima prova cinematografica di fu Journey Through The Past (1972), un bizzarro e poco apprezzato collage di scene di fantasia ed esibizioni musicali d’inizio carriera. Alla fine del decennio, influenzato dall’emergente scena musicale sperimentale, il cantautore riprende in mano la cinepresa per girare un film con tanto di trama e attori di rilievo: Human Highway, realizzato a pezzetti tra 1978 e il 1982 e finanziato da Neil a sue spese (3 milioni di dollari). Parlare però di sceneggiatura sarebbe troppo: in effetti il film viene scritto mentre viene girato, gli attori sviluppano i loro personaggi e il girato è frutto di molta improvvisazione. L’idea alla base, comunque, è quella di girare una “commedia nucleare” che ritrae Lionel, un benzinaio dai modi bifolchi, nel suo ultimo giorno prima della della Terra. Lionel è interpretato dallo stesso Young; accanto a lui il celebre attore Dean Stockwell, e diverse comparse tra cui Dennis Hopper, Russ Tamblyn e Sally Kirkland. Appare anche Pegi Morton, da poco fidanzata con Neil (in seguito moglie). Il film coinvolge anche i Devo, gruppo di musica new wave elettronica, che Young incontra grazie a Stockwell a un loro concerto. Il gruppo suona sul set insieme a Neil una celeberrima versione “sintetica” di “Hey Hey My My” ed è a loro che si deve la frase “rust never sleeps” (“la ruggine non dorme mai”) inserita nella canzone, e diventata un inno nel successivo tour (e album) di Neil Young & Crazy Horse.
Le riprese del film partono nel 1978, quando Neil organizza alcuni concerti a San Francisco appositamente per filmare le esibizioni live di alcuni pezzi del momento (“Ride My Llama” appare nella versione originale del film). Il Rust Never Sleeps Tour tra il 1978 e il 79 interrompe la produzione, e il film non viene ultimato prima del 1982, per uscire l’anno successivo. Human Highway non riscuote grandi favori e viene distribuito in poche sale. A metà degli anni 90 la sua ridistribuzione in vhs, oltre ad accontentare i fan di Young, riesce a ottenere maggiori apprezzamenti: si tratta tutto sommato di un film satirico e divertente nella sua “goffaggine”. (La versione in vhs presenta un editing leggermente diverso, la sequenza live di “Ride My Llama” del 78 viene sostituita da un videoclip di “Goin’ Back”.) Lo scorso mese, con poco preavviso, una versione del film riversata in alta definizione e con un montaggio definitivo ha fatto il suo debutto al Toronto International Film Festival. A questa premiere ne seguiranno altre e nel 2015 è prevista un uscita in bluray. Questa edizione Director’s Cut, curiosamente, è più breve di qualche minuto rispetto a quella del 1983.

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Rassegna stampa di Rolling Stone del 1978

ha cominciato a girare un documentario in stile western-moderno intitolato Human Highway (che è anche il nome di una delle sue nuove canzoni). Dividerà il ruolo di regista e sceneggiatore con Dean Stockwell (Compulsion) che sarà anche protagonista insieme a Young. Nel film appaiono anche Dennis Hopper, Sally Kirkland e il gruppo new wave Devo. Il film sarà una mistura di stralci di concerti e altre scene girate al di Young e a Taos, New Mexico. Si dice che in una sequenza si veda un attacco di rapinatori al bus di Young che non si avvarrà del supporto di una band nel film, ma suonerà solo strumenti acustici. Userà un microfono senza filo per l’amplificazione, cosa che gli permetterà di lasciare il palco e interagire col pubblico o di essere registrato anche mentre cammina per l’autostrada. Il film sarà prodotto da L.A. Johnson (The Last Waltz, Woodstock, Renaldo & Clara), che già aveva lavorato con Young in Journey Through The Past. David Myers (Journey Through The Past, Marjoe, Renaldo & Clara e The Last Waltz) sarà consulente cinematografico. Non è ancora stata decisa la data di pubblicazione, e non è certo se verrà pubblicata una colonna sonora.

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Rolling Stone 1978

Il tema del film in progress di Human Highway è ancora un mistero ma la sua manciata di cinque serate acustiche da solo alla Boarding House di San Francisco (che lo hanno mostrato “attratto dal suono e non è ancora tutto”) hanno svelato un cantautore ispirato e spinto, le cui ambizioni documentaristiche potrebbero essere pericolosamente vicine a quelle di Bob Dylan (una fonte, con una smorfia di dolore, ha detto: “A lui Renaldo & Clara è piaciuto… Non pensava affatto che dovesse essere accorciato”). Young ha suonato “Out Of The Blue And Into The Black”, una canzone dedicata a Johnny Rotten nella quale un verso dice: “meglio bruciare che svanire piano”. Il brano è stato registrato con il gruppo new wave dei Devo. Altre novità che hanno colpito sono state “Comes A Time” (che è anche il titolo del suo prossimo album di nuovo rinviato che era già stato annunciato col titolo di Give To The Wind), “Thrasher” e “Already One”, un brano per il figlio. L’attrice Sally Kirkland, in un’apparizione apparentemente già prevista, è salita sul palco e si è appiccicata a Young come una groupie. Un mormorio diceva che il film sarebbe stato “sulla gente che lo segue ovunque”.

Rolling Stone 1978

rockinfreeworld.com – arte.sky.it

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