DEAD LOVER (SubITA)

Titolo originale: Dead Lover
Paese di produzione: Canada, Stati Uniti
Anno: 2025
Durata: 84 min
Genere: Commedia, Fantastico, Horror, Grottesco, Sperimentale, Visionario
Regia: Grace Glowicki

Sinossi: Una becchina solitaria, tormentata dall’odore di morte che impregna il suo corpo, incontra finalmente l’uomo dei suoi sogni. Ma quando lui annega in mare, il suo amore si rifiuta di accettare la separazione: attraverso esperimenti scientifici sempre più macabri, tenterà di riportarlo in vita.

L’amore è eterno, ci raccontano. Una bella frase da incidere su una lapide, soprattutto quando il destinatario è già sottoterra e tu hai una pala, qualche attrezzo da laboratorio e un’idea piuttosto discutibile di cosa significhi lasciar andare qualcuno. Dead Lover parte da una premessa romantica e la trascina immediatamente nel fango, nella decomposizione e nel delirio. La protagonista è una becchina solitaria, una donna che porta addosso l’odore dei morti e sembra destinata a essere respinta da un mondo che preferisce profumi artificiali e sentimenti confezionati. Poi incontra un poeta romantico che, incredibilmente, trova irresistibile proprio quella sua caratteristica. Finalmente l’amore! Peccato che il principe azzurro finisca annegato. Ma se il destino si permette di interrompere una storia d’amore, perché mai una donna innamorata dovrebbe rispettarne le decisioni? Grace Glowicki prende il lutto, lo mette sul tavolo operatorio e comincia a sezionarlo con una gioia dissacrante.

Dimenticate il Frankenstein monumentale, le atmosfere solenni e il gotico da museo. Qui la resurrezione è un’impresa artigianale, una specie di bricolage necromantico alimentato dalla disperazione sentimentale e da una fantasia completamente fuori controllo. Il film si diverte a mescolare il romanticismo più sdolcinato con il disgusto fisico, la poesia con la putrefazione, il desiderio con la manipolazione dei cadaveri. È un universo teatrale, dichiaratamente artificiale, nel quale pochi interpreti si trasformano in una moltitudine di personaggi attraverso costumi, parrucche e trucchi esasperati. Girato in 16 millimetri, con scenografie costruite su pochi set riconfigurati per le diverse sequenze, Dead Lover abbraccia senza vergogna la propria natura povera, inventiva e surreale. Non cerca il realismo: vuole creare un mondo deformato, una specie di palcoscenico gotico dove ogni emozione viene amplificata fino a diventare ridicola, tenera o disgustosa. E spesso tutte e tre le cose contemporaneamente.

Glowicki dimostra un notevole istinto per il grottesco, ma soprattutto una libertà espressiva che oggi sembra quasi un atto di sabotaggio. Il film non ha paura di essere sgradevole, infantile, sessualmente sfacciato, melodrammatico e persino stupido quando serve. La sua comicità nasce proprio dallo scontro tra l’assoluta serietà con cui i personaggi vivono le proprie ossessioni e l’assurdità delle situazioni in cui si cacciano. La fotografia su pellicola, gli effetti pratici volutamente vistosi e la colonna sonora di U.S. Girls contribuiscono a creare un’esperienza che sembra arrivare da un universo parallelo, a metà strada tra il cinema di mezzanotte, il teatro underground e un incubo partorito da una mente innamorata dei mostri. Non è un film per chi pretende una narrazione ordinata, una psicologia realistica o una dose di orrore calibrata al millimetro. La sua struttura procede per eccessi, invenzioni e deviazioni, e proprio questa irregolarità costituisce parte della sua identità.

Sotto la superficie di questa festa necrofila, però, pulsa un’idea piuttosto seria: quanto siamo disposti a deformare la realtà pur di non perdere qualcuno? Il desiderio di trattenere l’amore può trasformarsi in una forma di possesso assoluto, una ribellione contro la natura che finisce per divorare proprio ciò che vorrebbe salvare. La morte, in questo film, non è soltanto una condizione biologica: è l’ostacolo definitivo alla fantasia romantica, il confine che la protagonista decide ostinatamente di non riconoscere. E allora si scava, si sperimenta, si ricompone, si tenta l’impossibile. Dead Lover è una commedia horror bizzarra, artigianale e profondamente anticonformista, un piccolo laboratorio di mostruosità sentimentale che dimostra come il cinema indipendente possa ancora permettersi di essere davvero strano. Perché l’amore può anche essere cieco, ma quando comincia a scavare nelle tombe è meglio non lasciargli le chiavi del cimitero.

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By Anam

I'm A Fucking Dreamer man !

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