THE SACRED SPIRIT (SubENG)

Titolo originale: Espíritu sagrado
Paese di produzione: Spagna
Anno: 2021
Durata: 97 min
Genere: Drammatico, Fantascienza, Grottesco
Regia: Chema García Ibarra

Sinossi: In una cittadina della provincia spagnola, un gruppo di appassionati di ufologia e misteri cosmici si riunisce regolarmente per condividere teorie su presenze extraterrestri e contatti imminenti. Dopo la morte improvvisa del loro leader, uno dei membri, José Manuel, prende il controllo delle attività del gruppo, mentre parallelamente si sviluppa una vicenda oscura che coinvolge la scomparsa di una bambina. 

Recensione:
Espíritu sagrado è un film che non giudica mai apertamente, e proprio per questo diventa difficile da collocare in una posizione rassicurante. Chema García Ibarra costruisce un universo che sembra inizialmente osservato con distanza quasi documentaria, fatto di ambienti quotidiani, volti non professionisti, dialoghi che sembrano emergere più che essere scritti. Ma sotto questa superficie ordinaria si muove qualcosa che non viene mai dichiarato, qualcosa che cresce lentamente fino a diventare impossibile da ignorare.

Il gruppo ufologico non è trattato come oggetto di derisione né come spazio di verità rivelata. È semplicemente lì, esistente, con le sue convinzioni, i suoi rituali quotidiani, la sua struttura interna. E il film si muove dentro questo spazio senza introdurre filtri esplicativi, senza tradurre quelle credenze in chiave ironica o didattica. Questo è uno degli elementi più forti dell’opera: la sospensione del giudizio. Non viene chiesto allo spettatore di credere o di non credere, ma di osservare.

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José Manuel è il punto di concentrazione di questa osservazione. Non è costruito come un antagonista nel senso classico, ma come una presenza opaca, difficile da decifrare. Il suo comportamento non viene mai spiegato psicologicamente, non c’è un accesso diretto alle sue motivazioni. E proprio questa mancanza di trasparenza genera una tensione crescente, perché ciò che accade non si sviluppa secondo una logica narrativa evidente, ma come una deriva.

Il film lavora su due piani che non vengono mai realmente separati: da un lato le teorie cosmiche, le credenze in contatti extraterrestri, la ricerca di un senso più grande; dall’altro una realtà concreta, materiale, che si insinua senza essere annunciata. Non c’è un punto in cui questi due livelli si scontrano in modo esplicito. Si sovrappongono. E nella loro sovrapposizione nasce qualcosa di profondamente disturbante.

La cosa più inquietante di Espíritu sagrado è la sua normalità. Non c’è costruzione del mostruoso attraverso effetti o eventi eccezionali. Tutto avviene in ambienti familiari, in gesti quotidiani, in situazioni che non sembrano portare con sé alcuna minaccia evidente. Ma proprio questa assenza di segnalazioni rende il film più destabilizzante, perché ciò che accade non viene mai annunciato come tale. Arriva. E quando arriva, è già troppo tardi per essere interpretato con le categorie abituali.

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Visivamente, il film mantiene una coerenza rigorosa. L’inquadratura è stabile, spesso distante, quasi neutra. Non c’è enfasi, non c’è manipolazione evidente dello sguardo. Questo crea una sensazione di realtà che però viene progressivamente incrinata da ciò che accade dentro l’inquadratura stessa. Non è la forma a suggerire inquietudine, ma il contenuto che lentamente la genera.

Espíritu sagrado non costruisce suspense nel senso tradizionale, non accumula indizi per arrivare a una rivelazione finale. Lavora per sottrazione, per accumulo silenzioso, fino a creare una frattura che non viene mai completamente esplicitata ma che modifica retroattivamente tutto ciò che si è visto. È un film che chiede attenzione e pazienza, ma soprattutto disponibilità a restare in una zona in cui le categorie abituali — razionale/irrazionale, innocente/colpevole, reale/immaginato — smettono di funzionare.

Non è un film sull’ufologia.
Non è un film sulla fede.

È un film su ciò che accade quando il bisogno di senso incontra una realtà che non offre alcuna risposta.

E in quell’incontro, qualcosa si rompe.

By Anam

I'm A Fucking Dreamer man !

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