SANGUE E ANCORA SANGUE – Il “conte” De Gobineau (Doc)

 

Ci sono personalità gigantesche che hanno segnato la storia. Peccato che non hanno in realtà segnato niente di niente, perché quello che intendiamo come storia altro non è che un tavolo da biliardo. La logica newtoniana, quella della mera consequenzialità degli eventi, causa effetto, trasferimento fisico delle energie, insomma quella che domina (e rende possibile) il gioco del biliardo, è quella che rende per esempio Hitler una figura importante, (per le conseguenze miserevoli propagate sul tavolo da biliardo della cosiddetta storia) nonostante sia stata solo una nullità in termini di progresso umano, che è quello che dovrebbe interessarci. Quel babbeo di Piero Angela, importantissimo perché stava in TV, cioè in casa di tutti, ha scorreggiato nei nostri salotti una raffigurazione della “scienza” che ha sicuramente a che fare con le sindromi depressive che ammalano i cervelli di tanta gente, la scienza che vede l’Universo creato dal big-bang, che altro non è che il triangolo di biglie spaccato dal giocatore di biliardo. Peccato che Angela guardava solo le biglie, ignorando l’esistenza del giocatore, come un cane guarda l’indice della mano di chi gli indica la Luna. Peccato soprattutto che andava in TV.
Molti di questi idioti, tra cui Hitler, che cito perché riguarda le tre paginette di questo scritto, appoggiavano le proprie idee su letture di totale inconsistenza. Il trattato sulle razze di Gobineau è scritto da un bambino. Gobineau era un bambino. Ispirato (male), appassionato, invidioso, vanitoso, orgoglioso e completamente incosciente. Un commovente coglionazzo. Una foglia al vento che voleva pesare di più. (Fra)

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