DEEP SEA (SubENG)

Titolo originale: Shen hai
Paese di produzione: Cina
Anno: 2023
Durata: 112 min.
Genere: Animazione, Avventura, Drammatico, Visionario
Regia: , Fabiola Stevenson

Presentato alla Berlinale 2023 nella sezione Generation Kplus, Deep Sea è un kolossal d’ 3D cinese firmato da Tian Xiaopeng. Guardando alle punte dell’animazione giapponese e di quella americana l’autore riesce a fare un’opera personale che richiama l’arte classica cinese e consapevolmente riflette sul cinema d’animazione e la sua storia.

Siamo gocce nell’oceano

Shenxiu è una ragazzina triste, abbandonata da sua madre quando era bambina. Un giorno si imbarca in una crociera con la sua famiglia. In una notte di tempesta cade in mare e si ritrova nel magico ristorante Deep Sea, un vecchio sottomarino trasformato. Incontra lo chef, Nanhe, e intraprende un viaggio tra sogno e realtà, e morte… [sinossi]

«Proprio come un dipinto». Così recita la battuta finale della canzone sui titoli di coda di Deep Sea (il titolo originale è traslitterato come Shin hai), kolossal d’ cinese in 3D, presentato nella sezione Generation Kplus della Berlinale 2023. Ne è autore Tian Xiaopeng, alla sua seconda prova nell’animazione, dopo Monkey King: The Hero Is Back. Il riferimento alla pittura è in effetti programmatico. Nel raccontare di una bambina e del suo viaggio nell’oceano alla ricerca ideale della madre, Tian Xiaopeng crea un colorato di immagini fluttuanti, avvalendosi della innovativa tecnica Particle Ink. Nei tripudi visivi del film, si assiste come a un’esplosione dei colori, scomposti in particelle elementari, ma anche al loro rimescolamento, come in una tavolozza di un pittore. Parimenti la tecnica riprende l’idea estetica dell’antica arte della pittura ad acquarello e della calligrafia cinesi. Confermando così quell’interesse dell’autore per la propria cultura millenaria, già manifestato nel precedente film che riprende il classico della letteratura Il viaggio in Occidente. Gli effetti sono davvero mesmerici, si creano vortici come i cieli di Van Gogh o effetti paragonabili alla maestosa apertura del Mar Rosso di I dieci comandamenti del 1956. Ci sono scene graficamente densissime come quelle del ristorante sottomarino.

Si potrebbe valutare superficialmente Deep Sea come un’operazione tecnicamente ineccepibile ma senza anima, per un nuovo blockbuster d’ che tenga il comparto cinese a un livello concorrenziale, al pari dei colossi USA. Il film appare spesso derivativo dei giganti del settore, tanto americani quanto giapponesi. I personaggi, sia gli umani che gli animali antropomorfi, o le varie creature come l’Hyjinkx, sono nello stile Pixar, mentre tutti i mezzi galleggianti, fluttuanti ci riportano tanto allo Studio Ghibli – e anche nella storia, Deep Sea segue la traccia di La città incantata – quanto a opere come Summer Wars di Mamoru Hosoda e a volte anche all’immaginario di Leiji Matsumoto. Ma Tian Xiaopeng mostra una consapevolezza teorica che va al di là del semplice lavoro commerciale. Nel film ci sono diverse scene di proiezioni interne, in 3D con gli spettatori con occhialini, ma anche momenti che sembrano tracciare una storia del cinema d’ e del cinema tout court. Mostrati spesso dei volumi illustrati per bambini e una scena con un quaderno, con un disegno che viene animato facendo scorrere i fogli, ovvero il principio base del cinema, e dell’immagine in movimento. E la ricongiunzione con la madre passa per il momento metacinematografico finale, che vede Shenxiu oltrepassare lo schermo, superare fisicamente quel telone come uscendo dalla caverna platonica del cinema, aprire un sipario sulla realtà, dopo un film che si gioca su diversi livelli onirici, su diversi ambienti, sopra e sotto il mare, sul rapporto tra realtà e la fervida immaginazione che una ragazzina usa come valvola di sfogo dalla tristezza della propria vita.

Guarda anche  THE SHOW [SubENG]

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