DAYS OF GRAY

Titolo originale: Days of Gray
Paese di produzione: Islanda
Anno: 2013
Durata: 78 min.
Genere: Drammatico, Fantastico, Fantascienza, Musicale
Regia: Ani Simon-Kennedy

Un mondo senza più parole. Un mondo dove ti insegnano a rispettare le regole. Un mondo dove possiedi solo ciò che è strettamente necessario e dove, se esci, devi metterti la maschera. Solo un ragazzo osa sfidare questo ordine costituito e dovrà fare una scelta difficile. Le immagini, senza dialoghi, si fondono magicamente con la musica dei Hjaltalín.

Originariamente concepito come un video musicale per gli Hjaltalín (una band indie che gode di grande popolarità nella loro patria, l’Islanda), il sorprendente debutto di Simon-Kennedy “Days of Gray” immagina un futuro post-apocalittico senza parole e racconta una dolceamara storia di coming-of-age incentrata su un ragazzo che osa mettere in discussione e, in seguito, violare le rigide regole.

L’eroe pubescente vive con i suoi genitori e la nonna, in un piccolo cottage isolato dalle case delle altre famiglie. Durante le sue missioni di ricerca, raccoglie i manufatti del passato che sono evitati e bruciati dagli anziani. Un giorno, incontra una ragazza stracciona e dai capelli selvaggi che abita nella grotta in riva al mare e lo introduce nel mondo dei colori…

Ravvivato dalla nuova amicizia e dalle prospettive di speranza, l’ambiente scialbo e terroso del ragazzo, fatto di pareti di legno, abiti bianchi e inutili maschere per respirare (grandi complimenti a Nell Tivnan e Christian Kjærulf Praksti per la bella produzione e i costumi fuori dagli schemi) è meravigliosamente inquadrato da Cailin Yatsko. Lo stesso vale per il paesaggio desolato e alienante – un personaggio a sé stante. Lodevole è anche la partitura sognante ed evocativa di che informa lo mentale ed emotivo dei protagonisti non parlanti, così come l’acuta sensibilità della regista nel guidare sia i bambini che gli attori esperti. Considerando che lavora in un paese che non ha mai visitato prima (e che probabilmente non parla islandese), è un risultato notevole.

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By Anam

I'm A Fucking Dreamer man !

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