
Le recensioni di questo disco in genere tendono al ribasso. Puntano il dito alla mancanza di originalità. Ma la critica, la recensione, l’analisi non mi sono mai garbate un gran ché, e ora meno che mai. Esiste una certa obiettività nella valutazione di un’opera d’arte. Ma io me la terrei per me…
Invece il disco lo condivido con piacere perché, ecco la mia rece, mi piace un casino!
Ad ogni modo “Cockpit Voice Recorder” fornisce un breve riassunto:
La scena di Louisville è stata, a mio avviso, una delle ultime realtà rock (o meglio post-rock), a proporre sperimentazione e contaminazione di alto livello, prima della (in senso lato) gentrificazione definitiva del genere.
Flies the Fields è l’ultimo album in studio per la band di Jeff Mueller e Jason Noble, prima dello scioglimento nel 2012. I due, ex membri di Rodan e June of 44, ne ampliano il discorso tra math rock, accenni post HC e ballate minimal psichedeliche di slintiana memoria (la splendida ‘Louven’)
Axons And Dendrites
Louven
(Morays Or) Demon
It’s Not Too Late
Sheets And Cylinders
The Human Face
Untitled W/ Drums
